Da 60 a 1000 litri al giorno: nel mondo i consumi d’acqua di una famiglia media variano in maniera impressionante. Ma sono quasi sempre le donne a procurarsela. Lo racconta National Geographic presentando un reportage di Ashley Gilbertson.

Inviato dall’UNICEF in sei paesi per documentare l’accesso alle risorse idriche, il fotografo Ashley Gilbertson ha visitato le famiglie in casa, ha chiesto quale fosse il loro fabbisogno quotidiano e le fotografava con quel quantitativo in bottiglioni di plastica riempiti alla fonte locale.
A raccogliere e purificare l’acqua, nonché a usarla per cuocere e pulire, erano sempre le mogli e le figlie, ma a rispondere per primi erano sempre i mariti o i padri. «Spesso gli uomini non avevano idea di quanto fosse difficile procurarsi l’acqua o di quanta ne servisse», racconta Gilbertson. «Allora dicevo “Forse dovremmo parlare con tua moglie”, e lei si metteva a ridere».
Questa disparità ha sconvolto Gilbertson, che ha riferito di donne che percorrevano chilometri ogni giorno per raggiungere la fonte più vicina. Secondo l’ONG americana Water.org, le donne e i bambini del mondo impiegano 125 milioni di ore al giorno per procurarsi l’acqua. «Quando si parla di acqua le differenze di genere sono rilevanti», spiega Lesley Pories di Water.org. «In una società in cui l’acqua arriva solo a certe ore del giorno, l’intera giornata di una persona può ruotare attorno alla raccolta», dice. Un impegno che «preclude opportunità di lavoro e istruzione».
Guarda articolo di Nina Strochlic sul sito di National Geographic
http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/04/21/foto/acqua_diseguaglianze-3455208/1/
fotografie di Ashley Gilbertson for Unicef/Vii/Redux

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