E’ atteso per le 11.30, dal Forum Brixen di Bressanone, il collegamento in videoconferenza con l’On. Federica Daga, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e prima firmataria del disegno di legge che propone la riforma della legge Galli. L’esponente del Movimento 5 Stelle interverrà insieme a Giovanni Valotti, presidente Utilitalia e all’economista Enrico Cisnetto, prima introdotti da Bernard Barraquè del CNRS di Parigi. Daga risponderà a Giancarlo Galli, primo firmatario della Legge 36/94 “Galli”, che ha profondamente innovato la normativa relativa al settore delle risorse idriche, stabilendo che tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi, che sono ammessi quando la risorsa è sufficiente a condizione che non pregiudichino la qualità dell’acqua per il consumo umano.

“Non esiste un progetto concreto in grado di superare criticità e vuoto di investimenti – ha affermato Galli – e la richiesta di “inversione di questa legge” proposta dall’On. Daga assesta altri colpi mortali ai Comuni e alla loro autonomie in materia. Se passasse questa nuova proposta di riforma, vedremmo attuarsi un esproprio delle competenze comunali, già fortemente provate da vincoli e mancanza di fondi. Assisteremmo al passaggio da acqua bene comune ad acqua male comune”.

Paolo Romano, presidente SMAT Spa Torino e chairman della sessione plenaria, ha ringraziato Giancarlo Galli per la legge del 1994, che ha consentito di industrializzare le aziende e coinvolgere le istituzioni. “Questa legge ha creato un’armonia con le norme che si sono susseguite – ha spiegato Romano – e ha visto le Regioni quali “motori primari” per poterle attuare. Vi porto un esempio da una zona montana come quella trentina: in Piemonte è stata promulgata una legge regionale che ha assegnato ai Comuni di montagna dal 5 all’8% della tariffa per poter gestire, per esempio, problematiche derivanti dai cambiamenti climatici. I Comuni montani, che sono i più propensi ad aggregarsi, hanno ovviamente accettato di buon grado”. Al dibattito in videoconferenza da Roma sono state invitate anche le On. Chiara Braga ed Elena Lucchini.

 

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