Impianti e reti portati al massimo delle loro potenzialità per garantire l’acqua ai sardi e ai turisti, superlavoro per i tecnici Abbanoa e presidi H24 per un sistema inadeguato, con il 60% delle reti e degli impianti che ha più di 40 anni e che Abbanoa con investimenti strutturali, manutenzioni ordinarie e straordinarie, sta progressivamente migliorando.
” E’ una stagione estiva record quella in corso – spiegano dalla sede di Abbanoa – che dai dati sui volumi di acqua erogata in rete e depurata rappresenta la stagione più impegnativa da quando Abbanoa gestisce il servizio idrico integrato della Sardegna. Paragonando i dati sull’erogazione di acqua potabile in agosto è evidente una richiesta che va oltre quella dello scorso anno.
Nonostante le restrizioni notturne che a causa dell’emergenza idrica interessano i Comuni approvvigionati dagli invasi più in sofferenza, proprio in virtù della domanda diurna crescente gli impianti di potabilizzazione al servizio delle zone costiere hanno aumentato la produzione di acqua potabile distribuita in rete.
Date le condizioni emergenziali, Abbanoa sta facendo fronte all’emergenza grazie a un’attenta attività di programmazione degli interventi che ha interessato, nel corso dell’inverno, gli impianti e le reti.
Abbanoa già dall’inizio dell’estate ha infatti intensificato l’attività di potabilizzazione per continuare a garantire acqua di qualità, contestualmente il Gestore ha aumentato i controlli sull’acqua in arrivo agli impianti e in distribuzione nelle reti. Nelle acque dei bacini, già a livelli bassissimi per la siccità, a causa del caldo e della luce proliferano le alghe e microalghe (anche invisibili all’occhio umano) che si stratificano formando un “velo” che non consente all’ossigeno di penetrare negli strati sottostanti. E’ proprio in mancanza di ossigeno che si sviluppano particolari composti che alterano le caratteristiche organolettiche dell’acqua e che richiedono uno sforzo enorme per trasformare fanghiglia in acqua potabile.
Esiste anche un minimo prelievo di acque sotterranee che, con esclusione di alcuni sistemi sorgentizi di origine carsica e di alcuni campi pozzi, sono costituiti da oltre un centinaio di piccole sorgenti e pozzi: il prelievo annuo da questo tipo di acque non supera però i 45 milioni di metri cubi e la loro capacità di produzione è legata agli andamenti climatici: in questo momento le fonti locali sono a secco.
Grazie all’attività svolta nell’ultimo anno, manutenzioni straordinarie e completamento di importanti schemi depurativi si registra una tenuta del sistema fognario e depurativo e pochissime segnalazioni di disservizi che, laddove si sono verificati, risultano legati a eventi esterni quali blackout elettrici, risolti comunque in tempi brevissimi.

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