E un caffé tra le stelle con Massimo Gramellini. Questo l’appuntamento scientifico e divulgativo del lunedí al Festival, a partire dalle 17.

i gestori del servizio idrico in Italia lo dicono da tempo, per la precisione da sei anni. Da quando – nella prima edizione del Festival dell’Acqua a Genova – cominciarono a trattare il tema dell’acqua nello spazio, invitando astronomi e astronauti per capire come procede la ricerca scientifica dell’acqua nell’universo e per imparare come gli astronauti in missione spaziale, utilizzino questa preziosa risorsa.

La scoperta dell’acqua su Marte è un evento sensazionale di cui si parlerà ancora a lungo, ma si comincerà a parlarne proprio a MILANO, nella terza edizione del FESTIVAL dell’ACQUA, nel pomeriggio del giorno di apertura, LUNEDI 5 OTTOBRE. Il programma della giornata prevede un’intera sessione su ACQUA E UNIVERSO, “Un bicchiere d’acqua fra le stelle, la ricerca dell’acqua nel sistema solare”: a dare il via l’Astrofisico Leopoldo Benacchio, per proseguire con una parte di lavoro e intrattenimento che vedrà impegnati tra gli altri Massimo Gramellini e l’astronauta Maurizio Cheli, che racconterà con le proprie foto il pianeta “blu” visto dallo spazio.
“La scoperta dell’acqua su Marte è importante perché conclude una ricerca iniziata negli anni ’70 con le sonde Viking” – afferma l’Astrofisico Leopoldo Benacchio – “Quello che si è trovato, acqua salmastra, questo sposta ora tutto il discorso dello studio di Marte verso la ricerca della vita, fosse anche solo qualche batterio, presenti ad esempio nella Death Valley e nel deserto di Atacama in Chile”. Tra gli altri relatori, Fabio Peri (Planetario Milano) e Paolo Romano (Smat Torino): da molti anni l’azienda dell’acqua di Torino, la SMAT, è fornitrice delle Agenzie Spaziali internazionali per la cosiddetta ACQUA DI VOLO, ovvero l’acqua che viene bevuta dagli astronauti durante le missioni spaziali.
Alle 18.00 si prosegue con Giusto lo Spazio di un caffè – incontro per scoprire come – con quale acqua e con quali caffè – gli astronauti hanno preparato il loro caffè in orbita. Massimo Gramellini e Luca Ubaldeschi (La Stampa) incontrano Marco Lavazza (Vicepresidente Gruppo Lavazza) e David Avino (AD Argotec).
Negli incontri sarà presente anche l’astronauta (primo italiano ad essere partito come mission specialst con lo Space Shuttle, nel 1996) Maurizio Cheli che presenterà le proprie foto dell’acqua sul nostro pianeta “Il pianeta blu visto dallo spazio”: le trasformazioni dei bacini idrici in un’esclusiva galleria fotografica realizzata dalla navicella spaziale. Infine “ReadyToLunch” un aperitivo a base di “Space Food” con cibi dell’astronauta e “bollicine” terrestri.
L’attenzione del FESTIVAL DELL’ACQUA ai temi spaziali nasce da un’ eccellenza italiana di livello internazionale. Si tratta dell’acqua potabile di Torino, che i tecnici del Centro Ricerche Smat hanno preparato e predisposto per l’invio agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sulla base del protocollo siglato con la collaborazione delle Agenzie aerospaziali di Stati Uniti, Russia ed Europa.
La prima fornitura predisposta dall’azienda, secondo gli standard qualitativi definiti dai protocolli siglati, è stata consegnata il 3 aprile 2008 dall’ATV “Jules Verne”, il razzo vettore Ariane insieme con altri alimenti e pezzi di ricambio per la Stazione. Secondo le diverse specifiche richieste dai capitolati tecnici russo e americano, tra le diverse fonti di approvvigionamento gestite da SMAT sono state individuate: l’acqua prelevata dalla Centrale di produzione di Regina Margherita, sita a Grugliasco, per i russi e quella del Pian della Mussa che arriva alla Centrale di Venaria, da destinare agli astronauti americani.

( foto tratta da www.nasa.gov)

Approfondimenti: acqua e spazio

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