Guido Bortoni, presidente dell’Aeegsi, al Festival dell’Acqua sul ruolo della regolazione nella promozione di investimenti e sviluppo delle imprese di servizi operanti a rete. Bortoni ha sottolineato come “gli investimenti quantificati – in particolare per gli anni 2014 e 2015 e al netto dei contributi pubblici – evidenzino una buona crescita rispetto agli investimenti consuntivati per il biennio 2012-2013. Nel complesso, con riferimento a circa 2/3 della popolazione nazionale, la spesa per investimenti in infrastrutture idriche passa da 961 milioni di euro nel 2012 a 1,49 miliardi di euro nel 2015, con un incremento complessivo del 55% tra le due annualità considerate”.

Aumento degli investimenti avvenuto a fronte di incrementi tariffari annuali (pari in media al +4,12% per l’anno 2014 e al +4,54% per il 2015), che sono stati inferiori ai valori target individuati dall’Autorità. Fino ad oggi l’Autorità ha deliberato per gli anni 2014 e 2015 determinazioni tariffarie di quasi 2.000 gestioni riferite a 50 milioni di abitanti, con un incremento medio delle tariffe intorno al 4,5% per anno a fronte di un ammontare di investimenti pianificati per il prossimo quadriennio di oltre 5 mld di euro.

Bortoni ha sottolineato anche “l’arretratezza dello stato delle infrastrutture, con valori di copertura del servizio di fognatura e depurazione o indicatori di perdite sulle reti di adduzione e distribuzione ampiamente insoddisfacenti, testimoniate anche dalle numerose procedure di infrazione verso il nostro Paese, richiedeva da subito la costruzione di regole incentivanti gli investimenti”.

Dalle rilevazioni dell’Aeegsi emerge la significativa “esigenza di investimenti rispetto allo stock di infrastrutture realizzato in passato e incluso nel Regulatory Asset Base del settore: la maggioranza (75 su 127) degli schemi regolatori approvati è riconducibile a situazioni in cui il rapporto tra la spesa per investimenti prevista nel quadriennio 2014-2017 rispetto alla relativa RAB (RABMTT) risulta superiore allo 0,5.

Il percorso che attende ora l’Aeegsi è verso la nuova regolazione tariffaria, MTI-2 2016-2019, con l’obiettivo di rafforzare l’approccio asimmetrico e innovativo; di favorire la progressiva applicazione delle previsioni recate dal Decreto Sblocca Italia; di superare situazioni eccezionali di disequilibrio delle gestioni. (per le quali sono in fase di definizione da parte dell’Autorità misure urgenti e programmate di perequazione), garantendo, da un lato, la sostenibilità dei corrispettivi applicati all’utenza e, dall’altro, le condizioni di efficienza per indurre l’equilibrio economico-finanziario degli operatori.

Bortoni, infine, ha richiamato l’atteznione di tutti “su un fenomeno che sta dando del filo da torcere all’Autorità e che alla lunga sfavorirà sia il settore che i cittadini. Certezza e stabilità sono le variabili, garantite da una regolazione indipendente, necessarie per creare le condizioni favorevoli alla realizzazione di investimenti infrastrutturali. Ultimamente certezza e stabilità risultano tuttavia minate dalle inizative intraprese da alcune Regioni a statuto speciale, le quali – anche a seguito di talune sentenze della Corte costituzionale – hanno inteso introdurre, dopo decenni di applicazione delle regole statali, un assetto normativo e regolatorio del settore idrico del tutto autonomo e differente da quello nazionale, favorendo così rilevanti contenziosi – sia amministrativi che costituzionali – i cui esiti oggi appaiono incerti e critici. Tale circostanza – ha puntualizzato Bortoni – assume contorni ancor più preoccupanti se si pensa che le tratteggiate situazioni di incertezza si verificano soprattuto in zone del Paese fortemente interessate dalle procedure di infrazione in materia di depurazione delle acque reflue, dove dunque la realizzazione degli investimenti assume carattere urgente e prioritario, anche al fine di evitare la condanna del nostro Paese al pagamento di rilevanti sanzioni europee”.

 

Approfondimenti: Governance e investimenti nel servizio idrico

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