Non solo impianti di erogazione dell’acqua di rete, refrigerata e gassata, ma veri e proprio presidi a difesa dell’ambiente per la riduzione degli sprechi che generano. Sono le 1361 case dell’acqua censite in Italia nel 2015 da Utilitalia (erano 817 nel 2013 e 354 nel 2011), che al Festival dell’Acqua hanno trovato un momento di approfondimento.

Si tratta di un vero boom per queste case dell’acqua, fontane pubbliche per l’acqua pubblica realizzate in molti Comuni. Per ridurre l’impatto ambientale del consumo di minerale e per offrire ai cittadini garanzie di trasparenza sulla qualità dell’acqua di rubinetto, molti Gestori del servizio idrico e molte Amministrazioni comunali si sono fatti promotori di casette dell’acqua, o chioschi, fontanelli, case, secondo le diverse denominazione dei vari territori.

Del resto, con i 188 litri di acqua in bottiglia pro capite nel 2011, l’Italia detiene il primato europeo per il consumo di acqua in bottiglia (l’80% delle quali sono in plastica, con impatti evidenti in termini di rifiuti prodotti). Le bottiglie rappresentano una quota del 5% dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata (Rapporto Ispra 2009). Alle bottiglie in PET è associabile un determinato impatto ambientale: in fase di produzione, 1 kg di PET (25 bottiglie da 1,5 litri) consuma 2 kg di petrolio e 17,5 litri d’acqua, rilascia poi nell’atmosfera:

• 40 g di idrocarburi;

• 25 g di ossidi di zolfo;

• 20 g di ossidi di azoto;

• 18 g di monossido di carbonio;

• 2,3 kg di anidride carbonica, gas responsabile dell’effetto serra.

Valutando, a titolo esemplificativo, il prelievo annuo di 300.000 litri da un chiosco, si ottengono i seguenti risultati in termini di minore/mancato impatto:

• 200.000 bottiglie PET 1,5 litri in meno prodotte;

• 8.000 kg di PET in meno (circa 40 g a bottiglia) da avviare a recupero o smaltimento;

• 1.380 kg di CO2 risparmiati per la produzione del PET;

• 7.800 kg CO2 in meno per il trasporto delle bottiglie (stimando una media di 350 km per il trasporto).

In molti Comuni viene promosso il consumo di acqua di rete negli uffici comunali e nelle mense scolastiche, in una strategia tendente alla riduzione a monte dei rifiuti. Del resto, l’acqua che arriva ai chioschi e attraverso gli acquedotti non percorre neanche un metro su strada: è un’acqua “a chilometro zero”, che evita l’inquinamento atmosferico dovuto alla produzione, al trasporto e allo smaltimento delle bottiglie stesse. Nel corso del Festival dell’Acqua sarà presentato il “Manuale operativo sui chioschi dell’Acqua”, ormai giunto alla terza edizione, a cura di Utilitalia e Aqua Italia (Associazione dei costruttori di impianti e componenti per il trattamento delle acque primarie). Nel corso della precedente edizione del Festival dell’Acqua svoltasi a L’Aquila (2013), Utilitalia ha siglato un Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di “migliorare la qualità del servizio idrico e di ridurre i rifiuti derivanti da contenitori di plastica … promuovendo e incrementando l’acqua di rete”.

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