Dissetare il pianeta

Expo e Festival dell’Acqua nell’agenda di Milano 2015, ovvero “Nutrire il pianeta” e “Dissetare il mondo”. Grazie al Protocollo d’Intesa siglato già nel 2012 tra Expo spa e Utilitalia, il Festival dell’Acqua approda nella cornice internazionale, proseguendo la riflessione dei temi della sostenibilità e della nutrizione.

Il 2015 è anche l’anno di approdo degli Obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals, settembre 2000) sul tema dell’acqua. Per questa data, l’impegno solenne assunto dalle Nazioni Unite prevedeva di “dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone prive di accesso sostenibile all’acqua potabile ed ai servizi igienico-sanitari di base”. Molto è stato fatto. Eppure permane la tragedia degli 884 milioni di essere umani privi di accesso all’acqua potabile e dei 2,6 miliardi privi di servizi igienici di base. Partendo da questi dati, il ruolo della cooperazione internazionale si qualifica come determinate per realizzare infrastrutture ed impianti nelle aree povere del Pianeta.

Sulla scorta dell’esperienza condotta in Europa da alcuni Paesi (soprattutto la Francia), Utilitalia e il Festival dell’Acqua rilanciano la proposta (Forum Marsiglia 2012, Festival dell’Acqua – L’Aquila 2013) di sostenere lo sviluppo delle aree più povere del pianeta a partire dall’acqua, destinando un contributo pari all’1% del gettito complessivo delle bollette dell’acqua per progetti di sviluppo idrico nei Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo è la creazione di un meccanismo nazionale (ed europeo?) di regolamentazione, che garantirebbe l’accesso universale di acqua potabile e di servizi igienici attraverso il finanziamento di progetti di cooperazione idrica. Tale proposta ricalca il “Oudin-Santini Act”, un dispositivo in vigore in Francia che – se applicato in tutta Europa – consentirebbe un gettito di circa 5 miliardi di euro all’anno. Per le Nazioni Unite, il ritorno sugli investimenti in servizi igienici è pari a 5,5 a 1; in servizi acquedottistici 2 a 1 (Onu).

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