Si tiene oggi, martedì 18 luglio a Roma, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale (piazza di Montecitorio 131), il seminario “Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane: quanti ne produciamo?” dove verranno presentati i risultati di un’indagine nazionale organizzato da Utilitalia.
Utilitalia presenta la prima indagine condotta presso le proprie associate circa la quantità e qualità dei fanghi di depurazione prodotti nei loro impianti. Il tema è attualmente oggetto di un disegno di legge in discussione presso la Commissione Ambiente del Senato (v. Staffetta 29/07/16) ed è allo studio del ministero dell’Ambiente per una revisione della normativa in materia (d.lgs. n. 99/1992). Al seminario, che si tiene dalle ore 9.30 alle 13.30, partecipano Gianfranco Grandaliano e Filippo Brandolini (vicepresidenti Utilitalia), Elena Mauro (Area Acqua Utilitalia), Giuseppe Mininni (già dirigente Irsa-Cnr), Paolo Romano (amministratore delegato Smat e presidente della Commissione Acqua Utilitalia), Giuseppe Bortone (direttore generale Arpae Emilia-Romagna), Claudio Ciavatta (Università di Bologna), Roberto Mazzini (presidente MilanoDepur e coordinatore del Gruppo di lavoro Acqua reflua Utilitalia), Luis Alberto Orellana (Commissione Ambiente Senato), Giulia Sagnotti (ministero dell’Ambiente), Stefano Vaccari (Commissione Ambiente Senato).
Ogni anno in Europa sono trattati più di 40,000 milioni di m³ di acque reflue. Tuttavia solo 964 milioni di m³ di queste acque reflue trattate sono RIUSATI
Il potenziale per un aumento del riuso è enorme: l’Europa potrebbe utilizzare 6 volte il volume di acque trattate usato attualmente.
In Italia si trattano e si RIUSANO ogni anno 233 milioni di m³ di acque reflue.
C’è un elevato potenziale per il riuso idrico ma una bassa consapevolezza dei benefici di questa tecnologia e l’Europa non ha un quadro di sostegno adeguato che ne incoraggi lo sviluppo.
Migliori incentivi finanziari e regolamentari potrebbero aiutare l’Europa a riusare più di 6.000 milioni di m³ di acqua ogni anno entro il 2025. L’Italia è uno degli Stati Membri con il più alto potenziale di riuso idrico.
Il settore idrico dell’UE conta 9.000 PMI attive e dà lavoro a quasi 500.000 persone.
Un aumento dell’1% del settore idrico in Europa potrebbe creare fino a 20.000 nuovi posti di lavoro. Un unico quadro di riferimento renderà più semplice la realizzazione di tecnologie per il riuso idrico.

error