Dossier del Sole 24 Ore su “L’Acqua in Festival”. In un ampio articolo a firma Cheo Condina si presenta questa  ” tre giorni di riflessioni e approfondimenti con relatori nazionali e internazionali ed esperti del settore, per parlare di acqua, intesa come risorsa essenziale per la vita, insieme a manifestazioni artistiche e culturali. Un’iniziativa che chiama a raccolta le circa 500 aziende associate a Utilitalia e tutti i soggetti che a diverso titolo si occupano dei servizi idrici e di pubblica utilità. L’associazione presieduta da Giovanni Valotti – tra Società di capitali, Consorzi, Comuni, Aziende speciali ed altri enti – vanta circa 90.000 addetti complessivi, un valore della produzione pari a circa 38 miliardi di euro e utili per 1,3 miliardi. Altri numeri? Gli associati a Utilitalia forniscono servizi idrici a circa l’ 80% della popolazione, servizi ambientali al 55%, servizi di distribuzione gas ad oltre il 30% e servizi di energia elettrica a circa il 15% della popolazione italiana.
Tra i principali punti all’ordine del giorno del Festival dell’Acqua a Bressanone ci sono i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse idriche, i legami tra le direttive europee e l’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile al 2030, la ricerca e l’innovazione tecnologica insieme alla sostenibilità ambientale, le infrastrutture e gli acquedotti. E ancora: la normativa di riferimento del servizio idrico integrato e le sue proposte di riforma, il tema degli investimenti e gli argomenti in capo all’Autorità di regolazione. Quest’anno, peraltro, il programma della manifestazione prevede incontri sull’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile al 2030. Ma si parlerà anche della stretta connessione dell’acqua con l’energia e di mini-idroelettrico. Ci sarà spazio a dibattiti sui cambiamenti climatici e quindi sugli effetti della siccità o al contrario sulle alluvioni, e perciò sulla gestione dell’abbondanza di acqua. Si metterà a fuoco la necessità di un nuovo approccio in termini di tecnologie, investimenti, strategie gestionali e meccanismi di regolazione, e un focus sarà dedicato alle località sciistiche dove spesso il turismo invernale deve poter fare affidamento sulla neve naturale o, in sua mancanza, su quella artificiale”.

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