Una ricerca pubblicata su ACS Applied Materials & Interfaces ( vedi il link http://pubs.acs.org/stoken/presspac/presspac/abs/10.1021/acsami.7b03006 ) descrive una nuova interessante soluzione per potabilizzare l’acqua inquinata. Si tratta di piccolissimi robot sferici, che “nuotano” in autonomia uccidendo la maggior parte dei batteri che contaminano il liquido.
La notizia è stata ripresa da quotidiano.net che siega come la tecnologia sfrutti il principio delle cosiddette Particelle Janus, ossia oggetti di dimensioni micro o nanometriche che presentano proprietà chimiche differenti alle due estremità. Gli emisferi che compongono le sfere robotiche hanno infatti scopi distinti: uno permette la mobilità in acqua, l’altro provvede a catturare i patogeni.

In sostanza, il robot è diviso in due. Una metà contiene il magnesio, che reagisce con l’acqua dando vita a bolle di idrogeno che funzionano da sistema di propulsione. L’altro emisfero è composto da strati alternati di ferro e oro, che intrappolano i batteri, e da nanoparticelle d’argento, che servono invece per uccidere i microrganismi. Qui sotto trovate il video esemplificativo dell’esperimento, in cui una flotta di micro-sfere è stata messa alla prova con dei batteri Escherichia coli.
Le sfere – prosegue l’articolo su quotidiano.net – continuano a muoversi per circa 20 minuti, un tempo sufficiente, al momento, per rimuovere l’80% dei batteri presenti in acqua. Una volta che hanno fatto pulizia, i robot possono essere rimossi con facilità, grazie a un magnete che calamita il ferro. In altre parole non ci sono effetti collaterali, come capita ad esempio con alcuni prodotti chimici per la pulizia dell’acqua, che possono lasciare in circolo sostanze attive. I ricercatori sottolineano che la tecnologia potrebbe trovare applicazione soprattutto nei bacini idrici poco profondi. Tuttavia ci vorrà ancora del tempo prima di vederla all’opera nel mondo reale.
Guarda il video
https://www.youtube.com/watch?v=N87QAdqNE3M

 

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