La Grande Sete. Fiumi e torrenti senz’ acqua e un sole che spacca. In tutta Italia la siccità sta colpendo duro.           Repubblica fa il punto oggi con un articolo a firma Jenner Meletti: il Po è sceso di 2,59 metri sotto lo zero idrometrico (1,20 in meno rispetto all’ anno scorso) e nel bacino idrico del grande fiume nasce il 35% della produzione agricola nazionale. Secondo la Coldiretti, dopo un inverno con il 50% di acqua e neve in meno, è arrivata una primavera con un deficit di pioggia pari al 48%. Sono già secche fontane e gli abbeveratoi di montagna che “buttavano ” anche ad agosto. L’ Emilia Romagna ha chiesto lo stato di emergenza ma ci sono problemi seri in Veneto, Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia. Nelle Marche si stanno seccando i campi di mais e di girasole. Gli impianti irrigui dell’ Agro Pontino debbono fare i turni per il prelievo di acqua, mentre il “granaio d’ Italia” di Foggia e Bari ha dimezzato le proprie spighe.
In Italia gli ettari irrigati sono 3,3 milioni, contro i 12 milioni di Sau (superficie agricola utilizzata). Per fare capire cosa significhi irrigazione, basta dire che un ettaro non irrigato produce 1.000, quello che si può bagnare 13.500. Non basta risparmiare l’ acqua, bisogna trattenerla. Servono invasi, grandi e anche piccoli. Per fortuna oggi il ministero dell’ Agricoltura ha annunciato un finanziamento di 107 milioni ai consorzi di bonifica.
Per leggere l’articolo completo vedi Repubblica di venerdì 16 giugno.

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