Lo storico palazzo di via Cognetti, a Bari, sede dell’Acquedotto Pugliese,  apre oggi – domenica 8 ottobre alle 17.45 – le porte alla mostra di arte contemporanea “Water Shapes”, dedicata all’Acqua e al legame tra Natura e Arte. Una Natura che in questa caso ha il colore, la limpidezza, la trasparenza, la purezza dell’acqua. Niente di più essenziale per noi tutti. Niente di più prezioso.
La mostra, a cura di Maria Vinella, critica d’arte, giornalista ed esperta di storia dell’arte contemporanea, segna l’inizio della 4ª edizione del Festival dell’Acqua.
L’ambiente, inteso come spazio naturale, è investito da grande attenzione estetica, sia per gli sconfinamenti artistici sia per il rinnovato interesse al paesaggio. Questo fenomeno di esteticità diffusa caratterizza la nostra vita quotidiana e ci invita a guardare il mondo con nuovi occhi, come direbbe Proust. L’estetica ambientale, l’estetica della natura, l’estetica ecologica offrono oggi una vasta pluralità di orizzonti che accoglie tutti i Viventi. L’arte dona chiavi di lettura per comprendere la complessità di questo habitat narrativo, dove la scienza delle relazioni ci svela i rapporti insolubili tra le infinite forme della vita e l’ambiente che le accoglie (Ernst Haeckel). Nell’arte contemporanea, è il pensiero dell’artista Joseph Beuys a sollecitare per primo una seria riflessione sulle problematiche della rivolta ecologica contro la distruzione dell’intero ecosistema. In seguito, molti artisti si sono occupati di politiche responsabili e sostenibili verso il Pianeta.

La sala Conferenze del Palazzo si trasforma in uno spazio emozionale dove la Natura acquatica diventa intreccio percettivo e narrativo e l’Acqua prende forma attraverso le suggestioni pittoriche metafisiche di Pietro Capogrosso, i mondi fantastici ed enigmatici di Franco Dellerba, gli universi segnici di Gaetano Fanelli, i misteriosi archivi di scritture di Gaetano Grillo, i paesaggi fluidi di Paolo Laudisa, gli astratti panorami mentali di Paolo Lunanova, le classificazioni visionarie degli acquerelli di Giuseppe Sylos Labini e le filosofie spirituali di Tarshito.

Ad allietare il vernissage le note della “Acquerello do Brazil”, la band musicale, made in Acquedotto Pugliese.

La progettazione degli ambienti e degli arredi del Palazzo è opera del Maestro Duilio Cambellotti, eclettico artista romano che donerà al Palazzo uno stile inconfondibile: al tempo stesso severo e gioioso, facendone un vero e proprio monumento all’acqua salubre, fonte di vita ed alla epopea pugliese per la sua conquista.
L’impegno di Cambellotti si articola in diverse fasi che riguardano il disegno architettonico di alcune sale, la decorazione pittorica, i pavimenti, gli arredi, completati dagli apparecchi di illuminazione, i tappeti e le maniglie per gli ambienti più rappresentativi del primo piano e dell’appartamento del Presidente al secondo. Allo stesso Cambellotti viene, inoltre, affidata la supervisione di tutte le altre stanze dell’edificio per evitare contrasti con quelle da lui direttamente decorate. I lavori vengono eseguiti dal 1930 al 1934.

L’esterno del Palazzo, con i quattro piani rivestiti in pietra di Trani, contiene elementi architettonici chiaramente ispirati al vasto patrimonio civile e religioso locale. Le massicce mensole a dentelli, su cui poggiano il balcone d’angolo tra Via Cognetti e via Fiume e quello che sovrasta il portale d’ingresso, evocano i sostegni scalati del pronao a baldacchino della facciata di Santa Maria del Casale a Brindisi, una delle chiese più importanti della regione, che fornisce spunti e riferimenti decorativi non soltanto architettonici.

 

.

Follow by Email
Facebook
Facebook
Google+
http://www.festivalacqua.org/pronti-via-entrando-nel-cuore-dello-storico-palazzo-dellaquedotto-pugliese/
Pinterest
Instagram