Neppure una goccia d’acqua alle sorgenti del Po, ai piedi del Monviso. Al Pian del Re, a 2020 metri di altitudine, dove nasce il fiume più lungo d’Italia, tra le rocce sotto la targa “Qui nasce il Po” la vena si è completamente esaurita. Solo pietre asciutte. Non è la prima volta che succede, e poco più a valle il fiume si rianima, grazie ad altre fonti, ma è comunque un evento rarissimo. Sul ‘Re di pietra’, come viene chiamato il Monviso, da anni non ci sono più ghiacciai e due mesi senza piogge hanno estinto anche i nevai lasciati da una primavera generosa. Per trovare l’acqua basta scendere qualche centinaio di metri. I piccoli rivoli che scendono dai laghi Fiorenza e Superiore alimentano il letto del Po e già pochi chilometri a valle, a Pian della Regina, è un torrente rigoglioso. Più a valle l’acqua c’è, perché il fiume è fatto di falde sotterranee che trasportano in pianura grandi quantità d’acqua, alimentando le risorgive, ma simbolicamente quella sorgente senza nemmeno una goccia d’acqua rappresenta il simbolo di un’estate senza pioggia che verrà ricordata a lungo, anche qui dove l’acqua non è mai mancata. In questo angolo di provincia di Cuneo, nel pianoro a quota 2.020 dove si narra sia transitato anche Annibale con il suo esercito di 30 mila uomini e 40 elefanti, probabilmente è stata scritta un’altra pagina della storia sui cambiamenti climatici.

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