La priorità politica dell’Europa nei prossimi 6 mesi deve essere quella dei cambiamenti climatici, per non sprecare l’appuntamento di Parigi del prossimo dicembre. A dirlo è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenuto agli “Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio”, svoltisi a Roma.

Renzi ha spiegato che le politiche energetiche e ambientali del passato hanno fallito, portando paradossalmente a un aumento dell’impiego dei combustibili fossili: “Oggi il nostro nemico è il carbone. Fra 40 o 50 anni avremo bisogno di andare ben oltre la lotta contro il carbone, ma per arrivarci dobbiamo essere capaci anche di dire le cose come stanno, cioè che le rinnovabili da sole non bastano e che da qui a domani mattina non finisce né il petrolio né il gas”.

Per il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti la “Green Economy è l’unica strada percorribile per tornare a crescere in modo sostenibile, creando migliaia di nuovi posti di lavoro stabili”. Galletti ha sottolineato ancora una volta l’importanza di passare a un’economia circolare, abbandonando il consumismo sfrenato per puntare sul riciclo delle risorse.

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha poi annunciato l’intenzione del Governo di reperire 3 miliardi nei prossimi 6 anni per sostenere la “ricerca scientifica sul clima, sull’energia rinnovabile e sulla sostenibilità ambientale”.

Erasmo De Angelis, coordinatore della task force istituita dal Governo contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche, ha esposto i dati allarmanti sugli eventi meteo estremi, correlati al riscaldamento globale, che hanno messo in ginocchio diverse città italiane nel 2014: “Nel 2014 abbiamo avuto oltre 400 eventi estremi. È stato un anno orribile: sono stati coinvolti 220 Comuni, 19 Regioni, con 10.000 sfollati e 4 miliardi di danni tra pubblico e privato. Nei prossimi anni è previsto un intensificarsi degli eventi meteo estremi in Italia. Per prepararsi ad affrontare le bombe d’acqua, le alluvioni e le frane il Governo ha stanziato 9 miliardi di euro, da destinare a interventi di messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico da realizzarsi nei prossimi 7 anni.

L’obiettivo è investire in prevenzione del rischio idrogeologico per evitare di dover sborsare risorse ingenti per la gestione delle emergenze, che dal 1° maggio 2013 sono state ben 36, per un costo complessivo per le casse dello Stato di ben 500 milioni di euro.

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