“Il nostro è un urlo responsabile nei confronti di una proposta di legge che toglie stabilità e crea incertezze per il futuro”: è un appello accorato ma fermo quello di Giovanni Valotti, presidente Utilitalia, a nome delle imprese che condividono l’idea di fondo del testo di cui è prima firmataria l’On. grillina Federica Daga (dare cioè sempre più qualità in termini di servizi ai cittadini), ma sono totalmente in disaccordo sul modo per arrivare a questo risultato.

Alle domanda, posta durante il Festival dell’Acqua di Bressanone dall’economista Enrico Cisnetto su come si fa in un Paese con problemi di finanza pubblica ad ottenere le risorse necessarie per investire sul servizio idrico, l’On. Chiara Braga del Partito Democratico (in collegamento da Roma), ha affermato che bisognerebbe obbligare le aziende a reinvestire gli utili negli investimenti necessari e ha aggiunto: “Questa situazione sospesa ed incerta rende però il servizio idrico meno attrattivo nei confronti degli investimenti e degli investitori. E non è solo una mia preoccupazione, è un problema di oggi. Di tutto ha bisogno il settore idrico, fuorchè uno scossone di questo genere. Sono note le carenze del sistema italiano, ma la cosa peggiore è che il legislatore metta una bomba che sconvolga l’intero comparto dell’acqua. Ci ha stupito che la Lega abbia sposato la proposta di legge Daga”. L’On. Braga ha aggiunto che ci si trova in una situazione di stallo: “La discussione è ferma da qualche mese. Anche noi a suo tempo abbiamo presentato una proposta di legge, che è stata cestinata per scegliere di adottare l’alternativa Daga. Forse è meglio riprendere in mano le carte e riformulare una nuova proposta di legge”.

“E’ giusto spingere sull’efficienza delle imprese – ha aggiunto Valotti – ma continuare a tenerci sotto pressione è solo deleterio. 12 anni fa una nuova proposta di legge poteva avere un senso per stimolare il settore a fare meglio, ma la legge dell’On. Daga nasce già vecchia perché nel frattempo noi abbiamo fatto molti passi in avanti”. “Non c’è una presa di coscienza in Italia di quello che è “fare un servizio idrico” – ha replicato Daga -. Il testo di questa legge, che ha 12 anni, nasce da un’iniziativa popolare. A febbraio abbiamo depositato degli emendamenti raccolti da tutti i gruppi politici e, concordemente con la Lega, abbiamo deciso di accettarne una serie. Gli emendamenti in questione superano già buona parte delle criticità esposte dai relatori durante la prima parte della sessione. Il problema è che se non riusciamo a parlare con i nostri amici leghisti, non riusciremo a dare una spinta al settore idrico”. Resta il fatto che in Italia non è tutto a posto: “Da nord a sud abbiamo raccolto le lamentele di cittadini che non usufruiscono di consumi veri – ha aggiunto Daga –. Il movimento 5 Stelle afferma già da un anno che gli utili delle aziende andrebbero reinvestiti. Per noi dare un servizio efficiente è dare un servizio alla cittadinanza”.