Con UTILITALIA e il Festival dell’Acqua l’Accademia di Brera torna a fare ‘Arte politica’ nel senso più alto e bello dell’espressione: arte per la polis, per la città, per tutti: adulti e bambini, residenti e turisti.
Trattandosi dell’esposizione di opere “d’arte pubblica”, destinata cioè alla fruizione più grande e non solo a quella delle Gallerie e dei Musei, le opere realizzate e selezionate sono ‘public specific’ più che ‘site specific’: sono state pensate per essere trasversali al pubblico più eterogeneo, perché tutti possano goderne, seppur a differenti livelli, presso il padiglione UTILITALIA al Castello Sforzesco.
Gli allievi della Scuola di Scultura dell’Accademia di Brera hanno dato corpo nuovo attraverso le proprie mani, immaginazione, cultura e idee, all’elemento che al pari dell’aria non ne possiede uno definito una volta per tutte: l’acqua, tra i più interpretati simbolicamente nella storia dell’umanità.
L’Accademia è scuola, formazione e ricerca teorica continuamente sollecitata, aggiornata. Alla scultura contemporanea viene chiesto di non essere solo esteticamente rilevante, ma di dar corpo – senza rinunciare all’impiego della materia – all’immaterialità: come la sensibilità collettiva, l’empatia e la relazione, la percezione dei problemi e delle criticità che sono peculiari di questa epoca di scorrimento, di transizione e grandi passaggi.
La tutela dell’acqua rappresenta una sfida planetaria: ne va di noi.
L’arte, come l’acqua, è bene primario e irrinunciabile da che l’uomo è Homo.
L’acqua è fonte di vita non inerte, ma vitale a sua volta: essa è suono e voce della città, è movimento, tintinnio, infiltrazione, scorrimento, vibrazione, paesaggio e memoria di un assetto urbanistico che ha plasmato esistenze, professioni, modi di vivere e di viaggiare, di commerciare e di costruire; l’acqua è rimossa e sepolta, maltrattata e sprecata, capace di resilienza, protagonista della fisionomia di interi quartieri, celeste e terrestre, amante – ricambiata – dei fiori, metafora millenaria di generatività, di salvezza e dannazione, di purezza e sacralità.
“Dare corpo” è il compito che ogni scultore è chiamato a fare, anche quando la sua cultura, sensibilità e creatività sono sollecitate in relazione a elementi che tendono a non averlo, come l’aria, come l’acqua. Il Triennio e il Biennio specialistico della Scuola di Scultura dell’Accademia di Brera si sono cimentati, su invito e coinvolgimento di Utilitalia, a rappresentare artisticamente il visibile e l’invisibile dell’acqua, in occasione del Festival dell’Acqua 2015.
Molti gli studenti, italiani e stranieri, che hanno partecipato al progetto, quindici quelli che sono stati internamente selezionati per partecipare a una mostra concorsuale inaugurata lo scorso giugno, con l’obiettivo di premiare due o tre progetti da trasformare in opere d’arte pubblica, con il Castello Sforzesco come location: ne sono stati scelti, invece, quattro: quelli di Luigi Yuri Cozzolino, Anna Klara Galli, Valeria Manfredda, Zhang Qiang. Gli autori appartengono al primo anno del Triennio come all’ultimo del Biennio specialistico di Scultura.
Un esperienza, quella della mostra-concorso, realizzata anche grazie a Franco Marrocco, Direttore didattico dell’Accademia; all’impegno entusiastico di tutti gli allievi partecipanti, a quello magnanimo e prezioso dei professori coinvolti della Scuola di Scultura: Massimo Pellegrinetti (Direttore), Roberto Corsini, Maria Cristina Cumino, Alberto Gianfreda, Nada Pivetta, Roberto Rocchi.
In questa esperienza, sperimentazione e innovazione si sono miscelate a memoria e tradizione.
Sono sculture in marmo cesellate alla maniera degli antichi Maestri, installazioni concettuali leggere, pulite e immediatamente evocative in plexiglass e ferro, o in legno, metallo leggero e dispositivi elettrici; i materiali e le tecniche sono i più diversi, i più aggiornati e i più tradizionali. La materia cui i giovani scultori restituiscono corpo vivo, interagente, emozionante, è l’acqua.
E si sa, ‘materia’ deriva da mater, madre. Ogni materia, fecondata di pensiero, di saperi, di immaginazione, dà vita alla vita. In fondo l’arte, come l’acqua, mette al mondo il mondo.

Per dare l’opportunità di osservare il prendere corpo di un progetto artistico, il 6 ottobre 2015 a partire dalle ore 11 presso la ex Chiesa di San Carpoforo in via Formentini 10 a Milano, sarà riallestita la mostra con i bozzetti scultorei che hanno partecipato al concorso, arricchito dalla collezione di ritratti fotografici fatti agli studenti da Wanda Perrone Capano, titolata Facce di Brera. Il corpo dell’acqua ha anche i suoi volti.
©Cristina Muccioli
Docente di Etica della Comunicazione all’Accademia di Belle Arti di Brera. Critico d’arte.

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